Web Engineering

Si riparte! Eliminata la sezione Formazione (deputata a Pensiero Lucido) e Consulenza, ripartiamo solo con l’essenziale: Kokoro rinasce come Web Agency specializzata nella costruzione di Brand digitali. Aggiunta anche di un discreto portfolio, ormai immancabile.

Non solo siti web quindi ma soprattutto la capacità di fornire visibilità e, soprattutto, identità ai contenuti dei clienti. Quindi largo spazio ai Social Media, ai contenuti multimediali.

Ma principalmente, spazio ai contenuti. La rete oggi chiede questo soprattutto (i motori di ricerca poi lo esigono in particolar modo). Contenuti che devono essere presentati nel migliore dei modi.

Con tecnica, ovviamente, ma soprattutto con gusto e congruenza, e rispetto nei confronti di ciò che il cliente ha costruito magari in anni di attività.

Un sito rinnovato non poteva mancare per dire tutto questo ma anche un blog che per troppo tempo è stato fermo, complice l’attività un po’ frenetica di questi ultimi mesi. In questo spazio parleremo di Web, ovviamente, ma anche di tecnologia, software, strategie e tutto quanto concerne l’ambiente sempre più tecnologico in cui viviamo.

Grazie a quanti ci hanno seguito fino a qui, concedendoci la loro fiducia e a tutti quelli che vorranno concedercela in futuro.

Si riparte quindi con rinnovata energia e un pizzico di ottimismo in più!

 

Ancora un booktrailer per Adea Edizioni. In questo caso si tratta del lancio del nuovo libro di Vittorio Mascherpa, “Istruzioni per rendersi felici“.

Un po’ di olio di gomito, soprattutto sulla sincronizzazione della colonna sonora.

Molte persone oggi hanno trovato alcuni siti segnalati come promotori di Malware.

L’errore, già il secondo quest’anno, è dovuto ad una issue in Avast, che nel penultimo aggiornamento (l’ultimo è di pochi minuti fa), ha generato un bel po’ di errori.

Anche HiStats, il noto sito di statistiche web, forse il più usato nel mondo dei blogger, risultava infetto (ovviamente in modo del tutto illegittimo), da malware.

Avast ha già rilasciato l’aggiornamento che risolve il problema.

Suggeriamo a tutti coloro che hanno installato questo antivirus, di forzare l’aggiornamento delle definizioni per risolvere questo problema!

 

Una rubrica che presenta persone e personaggi di spessore umano e professionale, ma con poca visibilità. Lanciata sul blog di Francesco Amato, questa periodica pubblicazione di personaggi, in sinergia con le varie piattaforme social, è studiata per consentire la base di una diffusione della loro immagine, in special modo nei riguardi del loro nominativo e delle keywords di competenza.

Il progetto prevede la reiterazione e la composizione di diversi filmati, clips e articoli su vari blog e testate web, al fine di massimizzarne la presenza in rete. Un percorso SEO specifico, a lungo termine e ad ampio respiro che prevede obiettivi a breve, medio e lungo termine.

Il primo video clip riguarda Catherine Bellwald, fisiatra e agopuntrice, depositaria di tecniche di agopuntura antiche e di rielaborazioni delle stesse su basi strettamente tecnologiche e scientifiche.

Intervista alla Dott. ssa Catherine Bellwald…

E’ successo durante la giornata di oggi, 11 Aprile 2011. L’ultimo aggiornamento delle definizioni dei virus per Avast!, uno dei più noti software antivirus, disponibile sia in versione gratuita che a pagamento, era corrotto e ha causato una quantità esorbitante di false segnalazioni di attacco.

L’aggiornamento era il numero 110411-1, e ci è voluta mezza giornata perchè venisse rilasciato l’aggiornamento successivo, che ha risolto il problema.

Un errore può capitare a tutti, per l’amor del cielo, ma non ha senso che nessun comunicato ufficiale fosse disponibile in rete, se non su siti di lingua inglese. Il primo a dare una spiegazione è stato il forum di CNet.

In Italia, dopo oltre sei ore dall’accaduto, nessuno aveva ancora comunicato nulla. Il problema è che, se anche a uno veniva un sospetto in merito, data la configurazione di Google, anche le informazioni in inglese non erano disponibili, se non dopo aver impostato la lingua preferita.

Comunque ora il problema è risolto: basta aggiornare manualmente le definizioni o anche lasciar fare all’aggiornamento automatico.

Il termine SEO (Search Engine Optimization) ormai ha di fatto perso molto del suo appeal ma, soprattutto, della sua corrispondenza con qualcosa di particolare.

Per un certo periodo, infatti, l’attività SEO non veniva neppure percepita dalla clientela e occorrevano parecchi sforzi per spiegare correttamente di cosa si trattasse.

Per diverso tempo, molte aziende hanno campato promettendo piazzamenti garantiti per parole chiave direttamente ai primi posti dei risultati nelle ricerche, promesse di fatto impossibili da mantenere esclusivamente con mezzi tecnici, specialmente sul lungo periodo.

Un motore di ricerca è, a tutti gli effetti, in particolar modo un’analizzatore semantico. Il suo scopo è quello di fornire risultati congruenti a contenuti in risposta ad una richiesta della clientela. Questa è la condizione di base. Il fattore economico trova di fatto la sua realizzazione nell’indotto del servizio, come nel caso delle AD-Words di Google e della vendita di servizi e consulenze ad enti governativi.

Il booktrailer è una forma di marketing nata negli Stati Uniti nel 1994 e poi diffusasi dieci anni dopo. Si tratta di un breve video clip che, allo stesso modo dei trailer cinematografici, fornisce una sorta di sintesi qualitativa del contenuto di un libro.

Un booktrailer, per essere efficace, deve soprattutto trasmettere la qualità del libro di cui vuole essere ambasciatore, senza anticipare molto la trama, e in un tempo molto breve. La durata normale di un booktrailer non supera il minuto e mezzo, anche se a volte se ne vedono di molto più lunghi.

Il vantaggio di questo tipo di elemento promozionale è quello di dare una rappresentazione visiva del testo, in un tempo ridotto ma con un impatto emotivo molto maggiore rispetto ad una sintesi o ad una recensione.

In Italia, dove come sempre realtà di questo tipo arrivano con un bel po’ di ritardo, sono ancora poche le case editrici che corredano il proprio catalogo con questo tipo di presentazione, anche se la cosa sta prendendo sempre più piede.

Un piccolo Booktrailer, realizzato da Kokoro per Adea Edizioni, per il testo Alchimia Manageriale, di Walter Ferrero e Marta Residori.

Per realizzare questa clip abbiamo utilizzato tre fotografie d’autore (regolarmente acquistate),  rese tridimensionali con alcuni semplici procedimenti CGI e animate con un panning della fotocamera.

Il termine web design, oggi molto usato e altrettanto inflazionato, ha prodotto negli anni un grosso equivoco: quello per cui si ritiene comunemente che la realizzazione di un sito web si riduca sostanzialmente alla realizzazione grafica. Ma non è così.

Realizzare la grafica di un sito web, infatti, non è cosa difficile. Richiede sostanzialmente qualche attitudine artistica ed una buona capacità di interpretare le richieste del cliente, morta lì.

Quello che richiede invece una professionalità molto più estesa è il cosiddetto “Web Engineering”.

Un buon sito infatti ha nell’immagine estetica (generata dall’impostazione grafica) solo una piccola parte della sua sostanza. Quello che conta veramente, oltre ai contenuti, è tutto il backend teconologico che sostiene le pagine che vengono visualizzate.

E’ la stessa differenza che c’è tra un architetto e un geometra. Così come il geometra è l’esecutore tecnico dell’architetto, la realizzazione grafica di un sito non è che il risultato finale, l’esecuzione tecnica di un progetto che deve tenere presente professionalità e fattori non alla portata di tutti.

Ad esempio, una cosa da molti sottovalutata è la scelta del provider quando, per questioni esclusivamente economiche, si sceglie una piattaforma di hosting solo in base al prezzo (basso) senza tenere conto delle conseguenze che questo implica.

Un sito web, quando va in linea, deve essere il risultato di un progetto preciso, con un suo ciclo di vita, una sua finalità, i suoi metodi e le sue motivazioni. Questo vale per qualunque tipo di sito, dal più semplice, magari statico e di poche pagine, al più complesso, ad esempio nel caso di siti dalla forte connotazione dinamica o strettamente correlati con database aziendali o altre risorse, quali piattaforme di supporto clienti o di help desk.